
Giancarlo Paola,
Ad GMF e Direttore Commerciale Gruppo Unicomm
Il 2025 promette di chiudersi per Gruppo Unicomm con un incremento di fatturato del +3,1% a parità di rete, che sale a +4,2% se si includono anche le nuove aperture (quattro a insegna Famila e due nel canale cash&carry) avviati negli ultimi mesi dell’anno. Un bilancio soddisfacente, insomma, destinato però a rappresentare solo il punto di partenza per guardare a un 2026, che già si preannuncia molto intenso. “Da gennaio 2026 – racconta il Direttore commerciale, Giancarlo Paola – prende il via la collaborazione tra GMF con Etruria Retail, realtà cooperativa della grande distribuzione organizzata nata a Siena che conta oltre 300 punti vendita tra Toscana, Umbria e Lazio, e che nel 2024 ha registrato un volume d’affari di 470 milioni di euro”.
Un punto di svolta, dunque, nella strategia di sviluppo del Gruppo di Dueville (Vi). “Grazie a questa iniziativa – dice Paola – rafforzeremo la presenza del Gruppo, e quindi della centrale Selex di cui facciamo storicamente parte, in centro Italia dando vita a una rete di oltre 400 punti vendita e di 13 store del cash&carry”. Attenzione però: l’operazione non si limita a una semplice somma aritmetica. “Oltre alla collaborazione commerciale – anticipa Paola –, nel corso del 2026 avvieremo sinergie in tutte le attività che generano efficienza per entrambe le società”. Ma non è tutto, perché il ruolino di marcia del Gruppo non si ferma qui. “Abbiamo messo a punto un nutrito programma di sviluppo nel territorio in cui operiamo – anticipa Paola –, che prevede nei prossimi due anni circa venti nuove aperture, prevalentemente a insegna Famila. E ancora, stiamo lavorando alla realizzazione di due nuovi Ce.Di., uno in Italia centrale e uno in Veneto”.
Il rafforzamento della rete non è, però, il solo asset su cui è impegnato il Gruppo Unicomm: c’è anche la relazione con il cliente, definita il faro della strategia commerciale del Gruppo. “Nel corso dell’anno – ricorda Paola – abbiamo introdotto numerose novità in ambito digitale. E stiamo sviluppando un Crm sempre più efficace e personalizzato, capace di valorizzare la conoscenza dei comportamenti d’acquisto e di anticipare i nuovi bisogni”. Un passaggio necessario perché “la rapidità e la profondità dei cambiamenti nei consumi richiedono di essere colti e interpretati con sempre maggiore tempestività”, osserva Paola.
Il punto è però che non si tratta di un compito facile. Le variabili di cui tenere conto sono, infatti, molte. “Innanzitutto – dice Paola –, c’è la questione demografica senza dubbio la principale sfida che la Gdo si troverà ad affrontare nei prossimi anni. Il calo dei consumatori, da un lato, e la contestuale crescita del numero di negozi dall’altro, renderanno, infatti, determinante la capacità dei retailer di fidelizzare la clientela e di valorizzare ogni singolo cliente”. In secondo luogo, va considerata la disponibilità di spesa. “Per alcune fasce sociali – rileva Paola – il potere d’acquisto risulta oggettivamente diminuito di circa il 10% rispetto al 2019, mentre la spesa reale per consumi delle famiglie ha registrato una contrazione di oltre il 9% rispetto allo stesso periodo”. Una dinamica che impensierisce, anche se “è bene ricordare – annota Paola – che l’andamento dei consumi non è omogeneo: alcune categorie merceologiche continuano anche nel 2025 a mostrare segnali di crescita”. Infine, occorre considerare anche la postura competitiva. “Il canale discount, per la propria formula e per le caratteristiche di chi lo sceglie, può adottare una strategia uniforme su tutto il territorio nazionale – afferma Paola –. Nel retail tradizionale, invece, i risultati degli ultimi anni confermano che a vincere sono i distributori capaci di presidiare con attenzione i territori: ci rivolgiamo, infatti, a una clientela con esigenze e aspettative diverse”. E da qui la conclusione: “Il vecchio principio di ‘pensare in grande, agire locale’ rimane, nel nostro caso, più attuale che mai”. Un principio saldo, che prende forma in una struttura solida. “Attraverso la nostra centrale – spiega Paola sviluppiamo massa critica, progetti innovativi e tutte quelle iniziative che richiedono investimenti rilevanti; all’interno delle nostre aziende, invece, ci concentriamo sul core business mantenendo vicinanza e reattività verso i territori”.
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